Mitigazione Ambientale

Mitigazione Ambientale si intendono quelle opere che sono necessarie a ridurre l’impatto ambientale dovuto ad una infrastruttura, come gli interventi per abbattere il rumore, per contenere la diffusione degli inquinanti nell’aria,  per creare delle fasce di vegetazione intorno all’infrastruttura, per raccogliere e  trattare le acque di dilavazione del sedime stradale che contengono vari inquinanti. Talora si parla anche di Compensazione Ambientale, riferendosi ad opere di miglioramento ambientale che vanno a compensare il danno determinato dall’infrastruttura sull’ambiente; possono comprendere, oltre agli interventi di mitigazione, ad esempio la realizzazione di piste ciclabili, il rimboschimento di superfici nel territorio offeso dall’infrastruttura, ecc.. Il rimboschimento può contribuire a riequilibrare gli effetti sull’atmosfera dovuti, nel caso di una strada, all’emissione da parte dei veicoli di gas serra come la CO2; questo intervento di mitigazione ha un effetto generale, non limitato alle zone limitrofe all’infrastruttura.

La tangenziale di Mestre è stata costruita senza alcuna opera di mitigazione ambientale, al tempo non vi era nessuna normativa che lo prescrivesse e neppure alcuna cultura ecologica in chi progettava e realizzava infrastrutture di questo tipo.

Negli anni ’90, a seguito delle proteste di molti abitanti e delle pressioni di alcuni amministratori locali e del Comitato Interquartierale per le barriere fonoassorbenti, è stata collocata un prima quota di barriere dalla Società Autostrade Venezia Padova sul tratto di propria competenza.

Con la realizzazione della ”Terza Corsia Dinamica“, la cosiddetta T3,  non è stato realizzato un’opera complessiva di mitigazione ambientale, nonostante i tempi non fossero quelli della costruzione della tangenziale (siamo nel 2002) e la gravità della situazione dell’infrastruttura fosse un tema non più solo locale, ma quanto meno nazionale. Gli unici interventi realizzati sono stati la collocazione di altre barriere fonoassorbenti e un sistema di raccolta delle acque nel solo tratto gestito dalla Società Autovie Venete. Nel 2003, per la prima volta vengono collocati dei pannelli fonoassorbenti anche su questo tratto, ma per una estensione modesta; la prima petizione effettuata dai cittadini di questa zona per una mitigazione del rumore è del 1985. L’assenza della realizzazione di un’opera complessiva di mitigazione ambientale in occasione della realizzazione della  T3 è uno degli elementi principali della battaglia del CoCIT.

Nel febbraio del 2004 viene firmato un accordo di programma per la realizzazione di un progetto di mitigazione ambientale sul tratto di tangenziale della Società Autostrade di Venezia e Padova, tra la Società stessa, la Regione Veneto, la Provincia di Venezia ed il Comune di Venezia. Benchè non sia risolutivo e presenti alcune carenze è un’importante successo conseguito grazie alla mobilitazione dei cittadini, alla perseveranza del CoCIT e all’impegno di alcuni amministratori locali.

Nel 2005, in occasione dell’allargamento dell’immissione della A-27 in tangenziale, viene realizzata un’opera con terrapieni, barriere in legno e di piantumazioni per gli abitanti della zona., sul tratto di Autovie Venete per una lunghezza circa 300 metri.

 

<– Sud Nord –>

 

Come si diceva, ad oggi, nonostante l’ultimo intervento di mitigazione ambientale del 2007, rimangono alcune interruzioni nella continuità nelle barriere fonoassorbenti che lasciano incomprensibilmente scoperte alcune aree, come quella a Nord dell’uscita Castellana, o a sud dell’uscita Terraglio o quelle in corrispondenza dei ponti sul Fiume Marzenego o sulla Ferrovia

 

Il cocit e altri gruppi e associazioni hanno rilevato il problema alla Società Autostrade di Venezia Padova, ma le proposte non sono state (speriamo solo per ora) recepite.

 

L’insieme del tratto di Autovie Venete rimane però senza un intervento complessivo di mitigazione ambientale. A tale proposito il CoCit ha avanzato un insieme di proposte per un intervento di mitigazione ambientale anche su questa tratta.

Su questa base l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Venezia nel 2006 ha elaborato una serie di proposte di realizzazione, (qui la sintesi) ciononostante ad oggi non si è ancora concretizzato nessun progetto esecutivo a causa del disinteresse della concessionaria Autovie Venete, di proprietà per l’85% della regione Friuli Venezia Giulia, e per lo scarso impegno degli enti locali coinvolti: Comune di Venezia, Regione Veneto e Provincia di Venezia.

All’inizio del 2010, in relazione al PAT (Piano di Assetto del territorio del Comune di Venezia) la nostra associazione ha sviluppato e proposto agli enti locali una bozza di progetto che rivede la Mitigazione Ambientale della Tangenziale di Mestre alla luce delle esperienze maturate con il “Passante Verde”. Vi rimandiamo a questa pagina per il dettaglio.