La Logistica di Porto Marghera e l'impatto sulla tangenziale di Mestre
Anche lo sviluppo della logistica a Porto Marghera è fonte di preoccupazione.
Quanti camion in partenza e in arrivo verso la nostra città vi saranno in conseguenza di queste nuove attività?
Crediamo sia necessario che Comune e Provincia facciano una valutazione del possibile impatto: non vorremmo si passasse dall’inquinamento dovuto all’industria chimica all’inquinamento dovuto ai camion.
Evidentemente la soluzione auspicabile è quella del maggior impiego possibile del trasferimento delle merci su treno, ma questo, anche nella migliore delle ipotesi, sarà solo parziale.
Da qui il rischio del riversarsi di ingenti quantità di camion sia in tangenziale ovest che in tangenziale est, ovvero via Martiri della Libertà attraverso San Giuliano.
Ciò avrebbe una ricaduta negativa su tutta la viabilità cittadina e sulla vivibilità di zone sia residenziali che di pregio ambientale come il Parco di San Giuliano, il Bosco di Carpenedo e Forte Carpenedo.
In prospettiva la funzione di via Martiri deve essere quella di circonvallazione per il traffico urbano, riducendo così anche la congestione del traffico in centro, ma assolutamente non quella di tangenziale camionabile.
Anche per questo secondo fattore critico, l’interscambio merci a Porto
Marghera, è quindi necessario l’impegno, di cui si diceva sopra, per
realizzare un sistema di deviazione del traffico pesante verso il passante anche
per la direttrice est (direzione Udine e Trieste).
Recentemente
un articolo apparso su “Il Gazzettino” stimava che lo SVILUPPO DELLA
LOGISTICA potrebbe scaricare 1.000.000 di mezzi pesanti sulla città invadendo
Marghera e la tangenziale ovest, San Giuliano e la tangenziale est (via Martiri
della Libertà). Le cosiddette “autostrade del mare” anziché ridurre il
traffico di camion potrebbero aumentarlo.
Crediamo che la città debba opporsi ad una tale eventualità.
Lo sviluppo della
logistica a Porto Marghera deve essere vincolato almeno a TRE CONDIZIONI:
1)
logistica come razionalizzazione dei trasporti per ridurre drasticamente il
numero dei mezzi pesanti che viaggiano vuoti, attualmente una percentuale
altissima, e non logistica come business fine a se stesso;
2)
massimo sviluppo dello spostamento delle merci su treno anziché su camion;
3)
connessione diretta ed obbligata da via dell’Elettricità verso il casello di
Crea del passante per tutto il traffico pesante di Porto Marghera.
Il Gazzettino di Venezia ha pubblicato, nel corso del 2007 alcuni interessanti articoli sull'argomento:
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Tratto da il Gazzettino di Venezia del 08 marzo 2007 La tabella che pubblichiamo riproduce la situazione attuale: a spanne, se diciamo che la logistica è l’economia del futuro per Porto Marghera, e quindi che molte delle aree oggi abbandonate o ancora occupate da industrie sono destinate ad essere cedute alla logistica, viene fuori che, nel giro di un po’ di anni, i circa 800 mila camion che oggi passano per la zona industriale e lambiscono il centro di Mestre, aumenteranno a poco meno di 2 milioni e mezzo l’anno. Anche perché le aree tutt’ora industriali sono più del doppio come estensione di quelle destinate al traffico commerciale: le possibilità di espansione per la logistica sono, quindi, praticamente illimitate, sempre se si riuscirà a bonificarle.
Già
con i Tir attuali siamo in crisi, di polmoni e di traffico, oltre che di
orecchie a causa dei rumori assordanti dei mezzi che passano sulle
strade
D’altro canto, per preoccuparsi basta andarsi a leggere lo studio della Commissione Nazionale Emergenza Inquinamento Atmosferico che attribuisce al traffico il 49% della colpa, e questo significa che di quel 49% una buona metà deriva dal trasporto delle merci.
Alcune domande, a questo punto, vengono spontanee: è davvero conveniente abbandonare l’industria a favore della logistica? Dove ce li mettiamo tutti questi camion che arriverebbero in più?
Vogliamo pensarci prima che si piazzino tutti sui nostri polmoni? Visto, tra l’altro, che lo sviluppo dei trasporti mondiali registra cifre impressionanti, sarebbe il caso di pensarci davvero e per tempo.
Altrimenti i benefici che porterà il nuovo Passante autostradale, quando sarà pronto, verranno completamente vanificati.
In un recente convegno al centro culturale Candiani sono usciti alcuni dati da tenere in considerazione per impostare al meglio un progetto in tal senso: la Romea è attraversata da circa 20 mila veicoli al giorno; la tangenziale da altri 150 mila, 50 mila dei quali sono Tir, mentre delle 100 mila automobili il 50% è traffico cittadino e l’altra metà traffico esterno, di attraversamento; il Passante sarà in grado di drenare il 35% di questi 170 mila veicoli; togliendo i 20 mila della Romea, in tangenziale rimarranno 70 mila veicoli.
Già oggi via Martiri sta diventando strada cittadina perché lungo il suo tracciato continuano a costruire condomini. Inoltre c’è la gente che vive vicino all’incrocio con via Pasqualigo che protesta per il troppo traffico, ci sono quelli che abitano nei pressi del cavalcavia davanti a Forte Carpenedo che non dormono la notte per il rumore dei camion, e siamo solo all’inizio».
Ad ogni modo la soluzione ideale viene dal raddoppio di via dell’Elettricità a Marghera e dal suo proseguimento fino alla Romea, quando finalmente lo faranno. Poi i Tir dovrebbero essere convogliati sulla Provinciale 81, che dev’essere potenziata, e da lì verso il nuovo Passante attraverso la variante di Crea, prevista come viabilità complementare. Sperando che, nel frattempo, almeno una piccola parte delle merci venga spostata dai camion alla ferrovia».
Elisio Trevisan
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Tratto da il Gazzettino di Venezia del 31 marzo 2007
La logistica è uno dei settori chiave per lo sviluppo della futura Porto Marghera, ma a Porto Marghera per il momento ci si arriva sostanzialmente con i camion (oltre che, naturalmente, con le navi). Logistica sta scritto ai primi posti anche nel "Nuovo patto per Marghera" che entro fine aprile sarà firmato da enti locali, sindacati e industriali.
L’analisi di Gianluca Palma parte dalle tipologie di merce che girano a Marghera: «Le maggiori uscite via camion sono rappresentate dai prodotti petroliferi, circa 5,2 milioni di tonnellate, e questo nonostante già ora tutti i prodotti petroliferi destinati all'Austria (285mila tonnellate) siano spediti via treno. Considerando che molti di questi trasporti sono a corto raggio (ossia verso i distributori di benzina), se ne ricava che circa un 35% della merce trasportata via camion potrebbe essere spostata sul treno: pari a 1,8 milioni di tonnellate (in questa logica, tra l’altro, si inserisce il progetto delle pipe lines previsto nell’ultimo accordo di programma su Porto Marghera)».
Montefibre, tanto per fare un esempio, spedisce 500 mila tonnellate di fibra acrilica imbarcandole a La Spezia, piuttosto che a Venezia.
Se la logistica, dunque, rischia di portare a Mestre 1 milione e mezzo di camion in più, è ben difficile, allo stato attuale, sperare che si possano trasformare in treni.
Elisio Trevisan
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Tratto da il Gazzettino di Venezia del 05 luglio 2007
Anche il porto diventa "ecologico" e pensa a diminuire il traffico su strada che stringe Mestre in una morsa. Il primo passo non è eclatante, ma vuole avviare un processo e, man mano, allargarlo sempre più. Oggi pomeriggio parte, per Milano, il primo treno-blocco carico di container; d’ora in poi una vera e propria linea collegherà i centri logistici del Nord Ovest con Venezia: ogni martedì e giovedì il convoglio partirà da Porto Marghera, mentre ogni mercoledì e venerdì farà il percorso inverso. Il nuovo servizio trasporterà su rotaia oltre 250 container a settimana, vale a dire che toglierà dalla strada 14mila contenitori l’anno, circa 7mila camion. Una goccia nel mare del traffico che ogni giorno ci assilla - senza contare il traffico generato da tutti gli altri settori produttivi ed economici, al porto nel 2006 sono stati movimentati oltre 316mila container con una crescita del 9,2% rispetto al 2005 -, ma è pur sempre un inizio.
Ma questo è solo uno dei settori sui quali stiamo lavorando». Escavo dei canali portuali, allargamento delle aree del retroporto di altri 63 ettari, nuove banchine ed espansione anche a Fusina con le autostrade del mare e con attività logistiche. Sono i programmi principali per il porto commerciale, ma i risultati si vedono, al di là dell’aumento di traffici che ha favorito un po’ tutti i porti del Mediterraneo?
E quando avverrà dovremo avere la massima collaborazione dalle maestranze. Inoltre stiamo allargando i bacini di evoluzione, quelli che danno accesso ai canali portuali interni, in modo da permettere l’accesso alle banchine di navi da 265 metri di lunghezza, rispetto alle attuali che non superano i 230 metri.
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