La storia della Tangenziale di Mestre
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La
Tangenziale di Mestre rappresenta uno dei principali problemi del sistema
infrastrutturale italiano ed europeo. Inaugurata il 3 settembre 1972,
costituisce oggi il collettore del traffico fra le autostrade A4 Milano-Venezia,
A27 Venezia-Belluno e A4 Venezia-Trieste (www.fondazionenordest.net).
Lunga
solo una decina di chilometri, è il luogo più famoso di Mestre per il semplice
fatto di essere quotidianamente citata almeno due volte nei bollettini
autostradali: si tratta infatti di uno dei tratti più affollati e problematici
d’Italia e, fra tutte le strade della provincia di Venezia, è al terzo posto
come numero di incidenti (www.venezia.it/prefettura/guida.htm).
La Tangenziale è gestita dalla Società delle Autostrade di Venezia e Padova,
ma un breve tratto è di competenza di Autovie Venete S.p.A., società
controllata, con circa l’85% delle azioni, dalla Regione Friuli Venezia
Giulia]. Progettata
per un’ipotesi di traffico di circa 55.000 autoveicoli al giorno nei due sensi
di marcia, oggi questo asse viario è del tutto incapace di smaltire gli attuali
flussi: il numero di veicoli circolanti è infatti di circa 150 mila al giorno
(con punte di 170.000), di cui il 30% è costituito da mezzi pesanti (www.ilpassantedimestre.com).
Le
cause del notevole afflusso di veicoli e dunque del continuo intasamento della
Tangenziale sono da attribuire alla presenza nell’area veneziana di due grandi
arterie di transito nazionale ed internazionale: una direttrice Nord-Sud ed una
Est-Ovest. Mestre si trova di fatto all’intersezione di queste due direttrici
e costituisce attualmente l’unico passaggio esistente. I problemi del traffico
si sono soprattutto per il cambiamento avvenuto nello scenario internazionale
con la caduta del muro di Berlino e l’apertura ad est avvenuta nei primi anni
Novanta. Ma
la Tangenziale rappresenta anche un raccordo inevitabile per l’attraversamento
dell’hinterland mestrino. Ogni
anno il volume complessivo di traffico aumenta, con tassi che negli scorsi anni
si aggiravano al 4,5% (www.autovepd.it).
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La
Tangenziale, per come è strutturata attualmente, comporta il quasi quotidiano
blocco del traffico e genera gravi livelli di inquinamento.
Questa
congestione provoca ovvie ripercussioni sul sistema dei trasporti locale:
Campalto, Favaro, Marghera, Cipressina e Chirignago, come pure le strade del
centro di Mestre sono le zone che, a seguito dei blocchi in Tangenziale, vedono
aumentare automaticamente gli incolonnamenti di veicoli.
La Terza Corsia
Il
progetto per la “terza corsia dinamica” della tangenziale è stato
approvato in Conferenza di Servizi il 26/10/1999.
Un
progetto fortemente voluto dalle categorie economiche, dagli Enti Locali, dalle
concessionarie autostradali e sostenuto dal Governo, per gestire temporaneamente
una situazione di crisi ingravescente di questo essenziale nodo viario.
Sulla
base delle funzioni delle Conferenze di Servizi allora vigenti, si sarebbe
potuto vincolare il progetto alla realizzazione di significative opere di
mitigazione ambientale e ad interventi per una gestione fluida e regolata del
transito dei mezzi pesanti.
Un
intervento non puramente trasportistico, ma attento anche all’ambiente e alla
(qualità della) vita degli abitanti di questa città.
Ma
né l’Ammnistrazione del Coumne di Venezia, né la Regione hanno avuto la
determinazione di difendere adeguatamente i cittadini ed il territorio, per cui
in cambio della “T3” abbiamo avuto solo una manciata, insufficiente, di
pannelli fonoassorbenti.
Le
energie ed il tempo spesi dai cittadini impegnati in questo coordinamento, ora
diventato associazione Co.C.I.T., sono nati anche da quell’errore.