Quale futuro per la tangenziale: Strada urbana, Riconversione ad altro tipo di infrastruttura...
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LA
TANGENZIALE DOPO IL PASSANTE
PREMESS Mestre
storicamente è sempre stata un crocevia tra est ed ovest e tra nord e
sud. L’apertura dei mercati dell’Est, l’integrazione europea, la
possibile vocazione di porto Marghera quale piattaforma logistica
dell’Adriatico, accentuano questa caratteristica. Ciò può
rappresentare un’opportunità di sviluppo, ma anche un potenziale
rischio di danno se questo sviluppo non viene progettato e realizzato in
modo sostenibile per il territorio e la popolazione. E’
bene non scordare che la ormai tristemente nota “tangenziale di
Mestre”, oltre ad essere una ferita urbanistica originaria, secante
piuttosto che tangenziale alla città e costruita con criteri di quarant’anni
fa, rappresenta da più di dieci anni un vero incubo. Ogni
giorno vi transitano più di 150.000 veicoli, di questi circa il 30% è
costituito da automezzi pesanti. Dalla prima metà degli anni novanta il
volume complessivo di traffico è aumentato con tassi annui del 4,5%. L’impatto
in termini di inquinamento atmosferico e acustico, di congestione riflessa
della viabilità urbana e di deterioramento della qualità del vivere e
dell’abitare in ampie zone della città, è noto a tutti noi. Il
Co.C.I.T., dalla sua costituzione, ha mantenuto una posizione neutrale
sulla scelta tra passante largo e tunnel, pur avendo chiaro che una
alternativa strutturale viaria era ineludibile in conseguenza dei traffici
generatisi dopo l’apertura dei paesi dell’est. Le istituzioni hanno
scelto l’opzione del passante, i cui lavori sono già in significativo
stato di avanzamento. A questo punto crediamo che la cosa più importante
sia la convergenza degli sforzi di tutti affinchè quest’opera sia
finita nei tempi più celeri e contestualmente con la maggiore mitigazione
ambientale possibile. Ripensare
“la tangenziale dopo il passante” può rappresentare una o forse anche
due opportunità per la città. Dopo l’apertura del passante un nuovo
utilizzo della tangenziale potrà offrire l’opportunità di attenuare il
suo impatto ambientale sulla città e di riorganizzare la viabilità
migliorando tutta la mobilità cittadina. In ipotesi potrebbe, nel periodo
più lungo, offrire anche una opportunità di riqualificazione urbana
complessiva di Mestre Ovest, non abbandonando l’idea di poter arrivare
anche ad una rottamazione di questo viadotto realizzato con una concezione
ormai obsoleta per una strada che attraversa una città moderna. Queste
opportunità non sono però scontate e dipendono dalle scelte che verranno
fatte a breve e medio termine. ROMEA,
ROMEA COMMERCIALE, LOGISTICA A PORTO MARGHERA: NUOVI PERICOLI INCOMBONO
SULLA CITTA’ Il
traffico della direttrice Nord – Sud, coincidente con il percorso
autostradale E55, ed il traffico che verrà generato dalla trasformazione
di Porto Marghera in polo logistico, se non troverà un’adeguata
soluzione finirà per scaricare una nuova mole di traffico pesante in
tangenziale e sulla città. Il
progetto dell’autostrada Cesena Mestre, nota anche come Romea
Commerciale o Nuova Romea, prevede che tale infrastruttura abbia la
barriera finale a Marghera, scaricando qui e di conseguenza sulla
tangenziale il proprio flusso di traffico; una tale soluzione sarebbe
drammatica. Tale progetto deve essere cassato! Con
ciò non si risolve però il problema della SS Romea che scarica in
tangenziale alcune migliaia di camion al giorno. E’ necessario che vi
sia un impegno per realizzare un sistema di deviazione del traffico
pesante verso il passante, anche per il traffico diretto o proveniente da
est (cioè
in direzione Udine e Trieste). Questo
ovviamente non vuole togliere nulla a importanti questioni, come la
necessità di messa in sicurezza urgente della SS Romea o l’importanza
di studiare soluzioni a monte come l’adeguamento dell’asse
autostradale BO- PD in alternativa a una nuova autostrada o ancora lo
sviluppo del trasporto ferroviario su questa direttrice. Anche
lo sviluppo della logistica a Porto Marghera è fonte di preoccupazione.
Quanti camion in partenza e in arrivo verso la nostra città vi saranno in
conseguenza di queste nuove attività? Crediamo sia necessario che Comune
e Provincia facciano una valutazione del possibile impatto: non vorremmo
si passasse dall’inquinamento dovuto all’industria chimica
all’inquinamento dovuto ai camion. Evidentemente la soluzione
auspicabile è quella del maggior impiego possibile del trasferimento
delle merci su treno, ma questo, anche nella migliore delle ipotesi, sarà
solo parziale. Da qui il rischio del riversarsi di ingenti quantità di
camion sia in tangenziale ovest che in tangenziale est, ovvero via Martiri
della Libertà attraverso San Giuliano. Ciò avrebbe una ricaduta negativa
su tutta la viabilità cittadina e sulla vivibilità di zone sia
residenziali che di pregio ambientale come il Parco di San Giuliano, il
Bosco di Carpenedo e Forte Carpenedo. In prospettiva la funzione di via
Martiri deve essere quella di circonvallazione per il traffico urbano,
riducendo così anche la congestione del traffico in centro, ma
assolutamente non quella di tangenziale camionabile. Anche per questo secondo fattore critico, l’interscambio merci a
Porto Marghera, è quindi necessario l’impegno, di cui si diceva sopra,
per realizzare un sistema di deviazione del traffico pesante verso il
passante anche per la direttrice est (direzione Udine e Trieste). CHI
GESTIRA’ LA TANGENZIALE C’è
chi paventa che il passaggio all’ANAS della tangenziale determinerà un
aumento della trascuratezza e la presenza di un interlocutore
irragiungibile. Per questo potrebbe essere meglio che la gestione della
tangenziale passi ad un ente o società locale, come può essere ad esempio Veneto Strade. D’altra parte
questo sarebbe in sintonia con l’orientamento attuale, espresso da varie
fonti istituzionali, a trasferire tratte autostradali dall’ANAS alle regioni. PER
NON INTASARE TUTTO DI NUOVO Vi
sono due fattori che preoccupano in relazione ad un possibile
ri-congestionamento della rete infrastrutturale anche dopo la
realizzazione del passante, uno è il trend di crescita del trasporto su
gomma, l’altro la malsana pratica, che abbiamo visto sviluppare negli
ultimi 15 anni, di edificare svariate, grandi aree economiche e
commerciali intorno agli svincoli autostradali. Bisogna invece che questo
scenario urbanistico non si realizzi anche attorno alle uscite del
passante e che, dall’altro lato, vi siano efficaci politiche sia per
assorbire l’eventuale crescita del trasporto attraverso modalità
alternative come il treno, sia per contenere tale crescita attraverso una
razionalizzazione dei trasporti stessi. LA
TANGENZIALE LIBERATA: DALLO SCENARIO DEL FUTURO PROSSIMO AL FUTURO
ANTERIORE La
sottrazione dalla tangenziale di una quota considerevole del traffico di
attraversamento, già con l’apertura del passante, dovrà permettere una
riappropriazione da parte della città della tangenziale stessa, con
l’attenuazione del traffico automobilistico su varie direttrici urbane. Ma in un tempo un po’ più lontano, se si evitano i rischi e si risolvono i problemi cui abbiamo sopra accennato, la tangenziale potrebbe anche essere rottamata o riciclata con una trasformazione che permetta una completa riqualificazione urbanistica di Mestre Ovest.
LA TANGENZIALE secondo MES3ovest
Mes3Ovest inizia da un laboratorio dell'università di Venezia nell'anno 2005/2006 dedicato agli studenti come esercizio di progettazione sul tema dei luoghi urbani complessi, da allora il progetto si è evoluto anche e sopratutto all'esterno delle mura universitarie con il coinvolgimento di dieci studi di progettazione che hanno elaborato nuove idee su un futuro finalmente "gestito" della Tangenziale ex periferia di Mestre, oggi fagocitata da uno sviluppo informe di aree sia commerciali, che residenziali che forse porteranno la periferia di oggi ad essere il centro di dopodomani.
Nel settembre 2007 Mes3Ovest ha pubblicato un documento nel quale fa il punto della situazione anche in considerazione alla realizzazione del PAT di Venezia e si propone come interlocutore per le amministrazioni: Mes3Ovest: La Tangenziale come opportunità di trasformazione
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Non sappiamo se questi scenari si concretizzeranno nel breve ma ci piace pensare che i nostri figli avranno modo di riconoscere in queste idee la loro realtà.
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| AC | Caravatti | FG+F | LABICS | METROGRAMMA | |
| MichieliZanatta | RBA | VACCARINI | VAG | 5+1AA | |