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Richieste Interventi Urgenti
- II Versione Rivista ottobre 2003
PROGETTO TERZA CORSIA ED ELUSIONE DELLA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE.
Il progetto per l’utilizzo
della corsia di emergenza come terza corsia di marcia, poteva essere
l’occasione per un, seppur parziale, tentativo di bonifica della tangenziale
rispetto all’enorme inquinamento prodottto. Purtroppo invece è stato accettato
e approvato dalla conferenza dei servizi del novembre ‘99, un progetto incentrato solo
sugli aspetti trasportistici che ha minimizzato i possibili interventi di
contenimento dell’inquinamento ed eluso la Valutazione di Impatto Ambientale.
Chiediamo: che venga realizzato
tempestivamente un progetto complessivo di mitigazione ambientale della
tangenziale.
FLUIDIFICAZIONE, CONTROLLO E CONTINGENTAMENTO DEL TRAFFICO IN TANGENZIALE
Il traffico va regolato e
contingentato prendendo due parametri di riferimento: 1) qualità dell’aria
rilevata, che deve essere almeno nei limiti previsti dalla legge; 2)
scorrevolezza del traffico a bassa velocità evitando lo stop and go.
Con la T3, sebbene ci sia
una generale fluidificazione dei flussi, lo stop and go non è finito, in
particolar modo per i mezzi pesanti che soprattutto nelle ore di punta sono
incolonnati a formare una barriera quasi continua e procedono a singhiozzo.
La mancanza di scorrevolezza
o il blocco del flusso in tangenziale determina inoltre, come noto, l’ingorgo
della arterie urbane connesse (asse Verrazzano-Fradelletto-Vespucci, viabilità
di Marghera, via Trieste, Miranese, Castellana, Triestina e viabilità di
Favaro, via Orlanda e viabilità di Campalto...)
Chiediamo: (1) di far marciare i
camion alla distanza di 40-50 metri uno dall’altro in tutte le condizioni di
velocità, (2) la separazione in corsie diverse del traffico di attraversamento
da quello in entrarta/uscita a Mestre, (3) spostare subito il casello di
Villabona, (4) potenziamento dei sistemi per evitare fermate in ingresso alle barriere,
(5) che l’ imissione mezzi pesanti in
tangenziale sia regolata per evitare lo stop and go con eventuale attesa sulla
corsia di destra prima della barriera.
I dati ARPAV sembrano mostrare
i seguenti fenomeni:
1.le polveri fini inalabili provengono in larga misura
dagli automezzi pesanti circolanti in tangenziale e diffondono su tutta la
città, le emissioni della tangenziale sono circa il 50% del totale di quelle
emesse dal traffico cittadino
2.altre sostanze tossiche e/o cancerogene come il CO,
il benzene, il benzo(a)pirene presentano un gradiente di concentrazione che si
attenua allontanandosi dalla fonte di emissione.
Chiediamo:
1.la realizzazione tempestiva del piano di ricollocazione delle
centraline presentato dal Dipartimento Provincile dell’ARPAV che prevede un monitoraggio
continuo dell’inquinamento in zone viciniore alla tangenziale;
2.rilevazioni episodiche con mezzo mobile in altre zone particolarmente
interessate dalla tangenziale;
3.un sistema di diffusione dei dati costante ed accessibile a tutta la
popolazione
Il controllo delle emissioni
dei mezzi pesanti avviato sperimentalmente da Comune, Motorizzazione Civile e
Polizia Stradale ha evidenziato una rilevante percentuale di mezzi pesanti
fuori norma con gli scarichi.
Chiediamo: (1) controlli quotidiani
più estesi possibile sui mezzi pesanti che arrivano in tangenziale e
sospensione dei mezzi fuori norma; (2)
misure di disincentivo, come l’ecoticket o altre, e di interdizione, come il
divieto di circolazione quando l’inquinamento atmosferico supera i limiti di
legge, per i mezzi più inquinanti come
quelli a benzina non catalizzati o i diesel non rispondenti alle prescrizioni
EURO2, EURO3, ecc.
Gli interventi di
barrieramento finora realizzati sono inadeguati per estensione, in quanto
diverse zone restano scoperte, e in alcuni tratti per altezza o tipologia delle barriere che non coprono
completamente gli edifici esposti.
Già nel 1996 l’allora Presidio
Multizonale di Prevenzione dell’ULSS (in seguito diventato ARPAV), in seguito
ad una serie di rilevamenti del rumore su tutto l’arco della tangenziale,
affermava: “In alcuni punti particolarmente esposti i livelli riscontrati sono
superiori ai limiti previsti per zone di classe VI (aree esclusivamente
industriali). Inoltre, in condizioni di campo libero, non è ipotizzabile che il
limite per il periodo notturno per zone di classe IV (aree di intensa attività
umana) sia rispettato entro distanze inferiori a 300-400 metri dalla
tangenziale”.
Chiediamo: (1) che ARPAV effettui una
verifica lungo tutta la tangenziale degli interventi di barrieramento finora
realizzati, valutando anche con i cittadini i punti di rilevazione del rumore;
(2) che venga completato il barrieramento di tutta la tangenziale, con
inclusione degli svincoli, con barriere adeguate e che vengano sostituite dove
risultano inadeguate.
L’asfalto fonoassorbente è
in grado di ridurre di 3 decibel la rumorosità, incidendo sia sugli abitati
circostanti alla tangenziale che sulla rumorosità di fondo della città.
Chiediamo: che venga realizzato e
regolarmente manutenuto l’asfalto fonoassorbente su tutta la tangenziale.
Interventi di piantumazione
e afforestazione con essenze appropriate possono contribuire a un parziale
contenimento della diffusione delle polveri, un’assorbimento della CO2 emessa dagli scarichi, alla riduzione del
rumore nella misura di 1 decibel ogni 3 metri di vegetazione.
Chiediamo: (1) che in tutte le aree
libere limitrofe alla tangenziale vengano realizzati interventi di
piantumazione e forestazione; (2) che, con apposita variante al PRG, il
progetto del “Bosco di Mestre” venga esteso a tutte le aree libere circostanti
la tangenziale.
AUTOSTRADA VIAGGIANTE, AUTOSTRADE DEL MARE, SPOSTAMENTO DELLE MERCI SU TRENO
L’ipotesi di un aumento
percentuale annuo costante del traffico su gomma in questa regione geografica,
non prende in considerazione i limiti biologici di sopportabilità per
l’ambiente e per l’uomo di un tale sviluppo.
Chiediamo: (1) che venga avviato
subito e sviluppato con investimenti consistenti il trasporto dei TIR su treno
e su nave, e il trasporto diretto delle
merci su treno e su nave; (2) che vi sia un passaggio dal concetto di “aumento illimitato” a quello di “opzione 0” per
cui gli aumenti futuri di trasporto di persone e merci debbano essere assorbiti
da altri mezzi (treno, nave); (3) che venga commissionato da
Comune/Provincia/Regione uno studio comparativo dei costi del trasporto
gomma/ferro computando anche i costi sanitari, sociali e ambientali, collettivi
ed individuali; (4) che parte degli utili delle concessionarie autostradali
siano investiti per interventi di riduzione dell’impatto ambientale e per
potenziare il trasporto su treno come già programmato per l’autostrada del
Brennero.
SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA E PREVENZIONE SANITARIA
E’ dimostrato che l’elevato
inquinamento atmosferico dovuto al traffico incide sulla morbilità e sulla mortalità della
popolazione attraverso un’aumentata incidenza di malattie respiratorie,
cardiocircolatorie e tumorali.
Chiediamo: che l’Azienda ULSS 12 Veneziana proceda (1) alla definizione del
possibile rischio sanitario (segnatamente in relazione agli aspetti:
respiratorio, cardiovascolare, oncologico, pediatrico); (2) alla verifica della
salubrità delle condizioni microclimatiche negli edifici prossimi alla
tangenziale adibiti a servizi pubblici o di pubblica utilità; (3) all’avvio di
una campagna di informazione per i cittadini anche con indicazioni preventive
sulle categorie a rischio su eventuali comportamenti da tenere per ridurre
l’esposizione individuale; (4) alla realizzazione di un piano di sorveglianza epidemiologica.
RISPETTO DEL CODICE DELLA STRADA E PREVENZIONE DEGLI
INCIDENTI
Gli incidenti sono prima di
tutto causa di rischio per l’incolumità fisica e per la vita di chi transita in
tangenziale, secondariamente di aumento delle emissioni da parte dei veicoli
fermi in colonna a motore acceso. La mancanza del rispetto delle distanze di
sicurezza, comportamento divenuto “normale” in tangenziale, comporta sia un
aumento degli incidenti, che una maggiore concentrazione di mezzi nel tratto
cittadino che scaricano inquinanti. Dall’apertura della T3 si evidenzia inoltre
un comportamento diffusissimo di infrazione dei limiti di velocità e diversi
episodi di sorpasso a destra.
Chiediamo: maggiori controlli sul
rispetto delle norme ed in particolare sulle distanze di sicurezza.
Nelle occasioni di blocco
del traffico o di fortissimi rallentamenti in seguito ad incidenti, ci sono
colonne di mezzi fermi a motore acceso con innalzamento delle immissioni
inquinanti nell’aria.
Chiediamo: che in caso di blocco del
traffico o di fortissimi rallentamenti in seguito ad incidenti, venga indicato
ai conducenti di spegnere i motori e attendere l’indicazione di ripartire.
LAVAGGIO E ALTRI INTERVENTI SUL SEDIME VIARIO
Una quota delle polveri
circolanti in aria è legata alla risospensione di polveri depositate sul sedime
stradale e a usura dei pneumatici.
Chiediamo: (1) che vengano sperimentate
metodiche di lavaggio del sedime stradale idonee ad evitare la risospensione
delle polveri; (2) che vengano sperimentati altri sistemi di abbattimento degli
inquinanti quali le vernici fotocatalitiche.
Incidenti con il
coinvolgimento di mezzi pesanti che trasportano sostanze pericolose si sono già verificati in Tangenziale. Il
rischio di incidente chimico è purtroppo ben noto nella nostra città.
Chiediamo: (1) che i carichi pericolosi non circolino più in Tangenziale, ma vengano trasferiti su treno; (2) che quelli attualmente transitanti siano identificabili e monitorati durante il loro passaggio; (3) che venga avviato subito un piano di emergenza/allarme per mettere al riparo la popolazione in caso di fuoriuscita di sostanze tossico-nocive che possono diffondersi nell’ambiente.
Ampliare i centri
commerciali o aprirne di nuovi con il conseguente aumento di traffico sia
leggero (clienti) che pesante (merci) sembra una scelta poco compatibile con la
situazione attuale.
Chiediamo: di congelare ogni iniziativa in tal senso
almeno fino a quando vi siano alternative strutturali alla mobilità attuale
centrata sulla tangenziale.
EX S.S. 14 BIS
L’utilizzo di via Martiri
della Libertà/ex s.s. 14 bis, può contribuire a ridurre il traffico in centro e
ridurre l’utilizzo della tangenziale per gli spostamenti urbani.
Ma per funzionare è necessario vengano attuati tempestivamente gli
interventi, in parte già previsti, di messa in sicurezza, miglioramento della
viabilità, ma anche di mitigazione dell’impatto ambientale.
Questa arteria non può comunque essere intesa come alternativa alla
tangenziale per le necessità del traffico passante.